Il problema:
ora che i nodi in simplex iniziano ad essere utilizzati frequentemente, ci si accorge dei loro limiti, in particolare di quelli che hanno un grande raggio d'azione. Se due utilizzatori dello stesso nodo si trovano agli antipodi del range di acquisizione dello stesso, NON si ascoltano e quindi non sanno nemmeno di potersi sovrammodulare.

La soluzione:
utilizzare un DR-1X per ribaltare le comunicazioni anche su un'altra banda. Si tratta in pratica, di installare un CS IR0UGN ND DR1Xripetitore DR-1X nella stessa postazione del nodo in modo da essere in RX sulla frequenza del nodo ed in TX su una frequenza in un'altra banda.

La configurazione:
Qui a fianco è riportato lo schizzo dello schema della installazione utilizzata nella postazione di IR0UGN-ND.

IR0UGN-ND è un nodo WIRES-X funzionante in UHF ( 433.6375 MHz ) che ha una discreta portata. Nella stessa postazione è stato installato un DR-1X che riceve in UHF ( 433.6375 MHz ) e ritrasmette in VHF ( 144.9625 MHz ).

L'antenna per la trasmissione VHF è la stessa del nodo, mentre l'antenna per la ricezione UHF del ripetitore, è una antenna separata di guadagno simile a quella del nodo.

Nella stessa postazione è stata installata anche una chiavetta DV4Mini sulla frequenza UHF ( 433.6375 MHz ).

Nell'operatività:
split memory 1Gli utilizzatori del nodo IR0UGN dovranno avere due memorie impostate sulla radio: una simplex con la sola frequenza split memory 2UHF che serve per tutte le attività WIRES-X (quelle in cui si usa il tasto D-X della radio), ed una in SPLIT dove la frequenza di RX è la VHF, e quella di TX è la UHF.

Per la configurazione di una memoria in SPLIT rimando alle pagine del manuale della propria radio (attenzione: solo nella versione inglese del manuale!!). Qui a fianco ad esempio, quella dell'FTM-400.

Per parlare semplicemente nella stanza già connessa al nodo, basterà utilizzare la frequenza in SPLIT, in questo modo, non solo si passerà via internet attraverso il nodo, ma si transiterà anche attraverso il DR-1X.

Coloro che saranno in ascolto sulla frequenza VHF ascolteranno il transito dei concittadini.

Risultato:
Tutto ha funzionato a meraviglia. Ciò a cui bisogna stare attenti è che i due sistemi di ricezione, del nodo e del ripetitore, siano esattamente gli stessi per evitare che si passi solo da uno dei due sistemi.

Nella nostra configurazione di questo case study, abbiamo anche una DV4Mini che complica un po' le cose. Gli utilizzatori del nodo/ripetitore, sebbene potranno ascoltare i passaggi di chi passerà dalla DV4Mini, non potranno farsi sentire perchè questo tipo di dongle funziona solo in UHF e ad essa non è collegata un'antenna esterna.

Test supplementare del DSQ:
Avendo due nodi disposti ad una distanza di circa 50Km ( IR0UCA-ND e IR0UGN-ND ) ne abbiamo approfittato anche per effettuare un test del DSQ.

Abbiamo configurato entrambi i nodi sulla frequenza 144.9625 MHz ma IR0UCA con DSQ 001 e IR0UGN con DSQ 002.

Ci saremmo aspettati che i due non si sarebbero disturbati ma invece, il solo fatto che i due occupassero la medesima frequenza, e che in qualche modo lo squelch si attivava ogni tanto durante i TX leggermente ritardati tra uno e l'altro, sul software WIRES-X si accendeva la scritta LOCAL in azzurro ( in azzurro significa che sulla frequenza c'è una modulazione non decifrata perchè altrimenti la scritta LOCAL sarebbe verde). Il software per qualche motivo, attendeva nel TX e tendeva a bufferizzare aumentando sempre di più il divario di TX tra i due nodi.

TO DO:
Dobbiamo studiare se l'effetto di bufferizzazione e pertanto l'attesa di TX avvenga anche in presenza di uno squelch aperto sulla radio del nodo.

 

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